Post in evidenza

Pavlova

Ho scoperto questa ricetta in un programma tv condotto dalla mitica Csaba dalla Zorza. Facile, di grande effetto e versatile. Questi nidi di meringa hanno il sapore chic di un dessert raffinato alla portata di tutti, anche di chi è alle prime armi in fatto di pasticceria. Le regole d’oro per la buona riuscita sono due, una è pesare bene l’albume perché sarà lui a comandare sugli altri ingredienti, la seconda è curare la cottura e l’ asciugatura. Propongo qui sotto la ricetta ma il mio consiglio è di seguire la ricetta di Csaba nel suo sito e per la prima volta anche il video su you tube.

Pavlova con gelato
Pavlova con frutta fresca, panna e scaglie di cioccolato fondente

Pavlova, ricetta di base

Come deve risultare la meringa montata

Ingredienti :
150 gr di albume
150 gr di zucchero semolato
150 gr di zucchero a velo

Preparazione :
Mettere l’album in una ciotola capiente con metà degli zuccheri, precedentemente mescolati assieme, con un frullino, o per chi la possiede una planetaria, iniziare a montare il composto per almeno 15 minuti, il risultato dovrà essere una meringa lucida e dalla consistenza come schiuma da barba. A questo punto aggiungere il restante zucchero e, con una spatola in silicone, mescolare dall’ esterno verso l’ interno senza smontare.
Passare la meringa in una sache a poche e formare dei nidi, lasciando un buco in mezzo, direttamente sulla teglia su carta da forno. Infornare a 120° per 75 minuti, sarà pronta quando si crepera’ leggermente. Spegnere il forno e lasciar raffreddare con la porta aperta.
Amo farcirle con un fondo di crema pasticcera, frutta fresca di stagione, un ciuffo di panna montata ed una spolverata di zucchero a velo.

Marinatura per crostacei

Gamberi di Santa Margherita Ligure

Ci sono privilegi di nascita, nascere principi, ricchi. Il mio? Essere nata in Liguria, vivere in campagna a cinque minuti dal mare.
Stasera cena con i colori ed il sapore di quell’immenso profondo blu verde che è il mare della mia amatissima Liguria.
La marinatura è delicata e ha esaltato il sapore dei gamberetti e dei gamberi di Santa Margherita Ligure.
Quando faccio i crostacei alla griglia, la uso sempre, perché non copre il sapore della carne delicata ma la accompagna, a patto di saper equilibrare bene gli ingredienti, assaggiando più volte durante la preparazione, per poterla correggere secondo proprio gusto.
Farla è semplicissimo, ecco quello che serve:
Salsa worcestershire
Olio di oliva un cucchiaio da the
Miele (io uso quello di acacia) 1 cucchiaio da the
Vino bianco di ottima qualità, a voi la scelta, la quantità dipende da quanta salsa vi serve
Scorza grattugiata di limone (io uso il verdello siciliano)
In una ciotola emulsionare tutti gli ingredienti, ricordando che la salsa worcestershire è molto forte ed è meglio aggiungerla ad una goccia per volta.
I crostacei vanno marinati per una mezz’ora massimo, io prima la distribuisco con un pennello in ogni spiedino o gambero e poi verso il resto sopra.
Non fatevi tentare di versare la salsa dove sono stati i gamberi sulla griglia prima o durante la cottura dei crostacei, il sapore coprirebbe quello della carne tenera e rosata del pesce. Quella che resta nel piatto di marinatura va buttata.

In marinatura

Orecchiette alle cime di rapa

Orecchiette con cime di rapa

È indubbio che io sia ligure, ma quando cucino adoro spaziare per l’intera italia, con risultati non sempre all’ altezza della ricetta originale , ma successi e fallimenti si accavallano continuamente in cucina e da ogni esperienza si impara, anzi dai fallimenti spesso nascono successi fenomenali, basta essere quel tanto cocciuti q.b. 😁
Ho sperimentato le orecchiette perché adoro la verdura con la pasta e perché sono l’essenza stessa della cucina tradizionale, povera solo per un occhio superficialmente ancorato a menù arzigogolati con nomi di piatti impossibili, che spesso celano più ingredienti chimici che goduria per le papille gustative.
Stavo parlando degli ingredienti, sono pochi, semplici e facili da reperire: acqua, farina di semola e cime di rapa…tutto qui
Ma le orecchiette sono straordinarie anche per un’altra caratteristica, sono abbinabili a tutto, io le adoro con i gamberi viola di Santa Margherita saltati appena con un po’ di brandy e poi metto le orecchiette nella stessa padella, oppure con pomodorini freschi e seppie fatte a striscie. Ma potete provarle con funghi e salsiccia insomma non c’è ingredienti di mare o di terra che non si abbini alle orecchiette.
E allora che aspettate? Tutti in cucina con un buon calice di vermentino da compagnia, due chiacchiere e mani in pasta!
Ingredienti :
• 400 grammi di semola rimacinata di grano duro
• 100 ml di acqua tiepida
• Sale

Con le cime di rape

Preparazione :
In una spianatoia mettere la farina di semola lasciando un buco in mezzo, versare l’ acqua all’ interno ed impastare per almeno cinque minuti finché non si ottiene un impasto liscio ed omogeneo, coprire con un panno e lasciare riposare per mezz’ora.

Dividere l’ impasto in tanti pezzi come si fa per gli gnocchi. Ogni pezzo va arrotolato in forma squadrata più possibile, suddividerlo in tocchetti tutti della stessa misura, quindi abbastanza piccoli. Ed ora la parte più divertente fare le orecchiette. Con un coltello a punta arrotondata tirare verso di se ogni pezzettino che andrà rivoltato poi con Il pollice, ripetere e ripetere fino ad esaurimento impasto.
È meglio lasciare riposare una notte le orecchiette ben distanze la cosa migliore sarebbe metterle in un contenitore che faccia passare l’ aria anche sotto. Io le congedo in un paio di cabaret di cartone.

Ora affrontiamo il condimento, in questo caso il tradizionale, ecco cosa serve:
½ kg di come di rapa,1 o 2 spicchi di aglio, olio evo, peperoncino fresco o in polvere, anche l’olio al peperoncino può andare bene, tre o quattro filetti di acciughe,
Pulire sotto l’acqua accuratamente le cime di rapa, che andranno bolliti con le orecchiette. In una padella abbastanza ampia far soffriggere l’olio con l’ aglio le acciughe ed il peperoncino, aggiustare di sale se necessario . Se vi piace un po’ di croccantezza potete far friggere leggermente un po’ di pan grattato, in una padella a parte.

Mettere sul fuoco una pentola e portare a bollore, salate ed immergete per prima le cime di rapa e dopo.almeno cinque minuti le orecchiette. Scolatele e passate le in padella con l’ olio e le acciughe. Aggiungere il pan grattato, se lo avete fatto, servire calde e buon appetito.

La Striscia Rossa

La luce della luna si confuse con quella della lampara, Giobatta sbadigliò…guardò lontano i galleggianti della rete che delimitavano il mare, il suo giardino!
Quel piccolo pezzo di mare era suo, dentro al cerchio pascolavano i suoi pesci e la sua vita. Poteva andarsene via? Sì, poteva andar via lasciare tutto… anche quello spicchio di mare tutto suo…ma non ne era capace.
Si voltò, la riva era lontana, persa tra le onde fluorescenti, una barca a remi passò vicino, in silenzio, e scomparve dietro il faro; era li’ in quel silenzio che lui immaginava, immaginava un’altra vita, uguale diversa? Diversa, uguale ma con piccoli particolari cambiati: ad esempio la striscia della barca!
Blu e non rossa. Un’inezia, si ma per voi; per Giobatta no! Per lui stava tutto in quella striscia rossa. Sì, sì rossa e non blu o verde! Era per quella striscia li’ che la sua vita non era quella che lui voleva!
Giobatta ne era sicuro, se la striscia fosse stata blu lui magari non sarebbe stato in quel punto con la barca, ma dietro al faro dove si pescava di più e non in quel cerchio.
E se la riga fosse stata gialla…
Tutto un altro discorso!
– Magari fosse gialla! Sarei in America!
– Ridipingila! – Lo schermivano gli altri.
Ridipingerla? No, no! Sarebbe stato inutile, ci aveva già provato! Ma sotto il nuovo colore rimaneva il rosso e nulla, nulla era cambiato!
Poteva un uomo abituato alle tempeste, alla miseria, perdersi a tal punto da smarrire la ragione per una striscia di colore sui fianchi della barca? No! Ma ne siamo sicuri? Non saremmo anche noi disposti a perderci pur di sfuggire una vita delusa!
Giobatta era deluso, non tanto dalla vita in mare, dalle reti, ma deluso per non essere riuscito a fare ciò che voleva: quando suo padre gli regalò la barca gli disse di dipingerla azzurra con una striscia rossa! Gli impose la vita! Lui voleva viaggiare, andare in America!
Sogni tra il vapore afoso del mare.
– Maledetta la miseria! – gridava al buio delle notti in mare…sì maledetta
quella miseria che lo aveva costretto a rinunciare a tutto, era toccato a lui mantenere la madre rimasta vedova durante una tempesta!
– Maledetta la miseria e tu riga rossa!
Bella cosa gli aveva fatto fare suo padre facendogli dipingere la riga rossa sulla barca.
Giusto, giusto il giorno che la pittura era appena asciugata ecco arrivare puntuale la prima disgrazia: la barca del padre si capovolse ed il corpo sparì inghiottito dal mare!
E pochi giorni dopo – a ricordarlo ne aveva ancora rabbia – ecco un’altra bella notizia…la Anna, la sua fidanzata si sposava con un altro! Senza dire nulla a lui, Giobatta aveva rinunciato perfino alla rete nuova per mettere da parte i soldi per il matrimonio: ma già lei ci sputava sui suoi sacrifici, sulla casa di tre stanze, sì tre belle spaziose…certo c’era l’odore delle viscere dei pesci ma…basta così! Era inutile incolpare Anna, era quella striscia rossa li’, che condannava! E la rete bucata? Il tetto scoperchiato dal vento? Una disgrazia! No, la striscia rossa!


Quella sera era uscito più malinconico del solito, non aveva neanche salutato la madre china sul tavolo intenta a salare le acciughe, immersa tra gli enormi barattoli di vetro…gli stessi di quando era bambina, la sua dote!
Giobatta era uscito a capo chino trascinando un vecchio sacco da marinaio appartenuto al padre. Arrivato in spiaggia si era diretto alla sua barca attraversando lo schieramento delle altre colorate, immobili; lui non vide altro che la striscia rossa ancor più vivida sotto la luce lunare, era come se tutto intorno ci fosse il nulla, solo quella striscia che lo aspettava.
Al largo sembrò che la pace cancellasse tutte le sue preoccupazioni…ma fu un attimo!
Un’onda curvò la barca e lui la vide…sì, sì la striscia rossa…non era più sulla barca, era in mare, sulle onde lievi e spumose: e lo guardava, ne era certo lo guardava…non era più sulla barca era in mare! Allora era libero! Era libero!
Una smania gioiosa lo prese, doveva andare, andare dove non aveva potuto prima, quando quella striscia rossa era attaccata!
Doveva far presto, prima che un’altra onda la riattaccasse sulla barca. Spense la lampara, si sedette e iniziò a remare: ma dove andare, dove?
Si fermò! Dove?
– Ma certo, che idiota, in America…sì in America!
E remò più forte!

Margheritine alla confettura di albicocche

Per fare il buchino da dove esce la marmellata ho usato un beccuccio della sache à poche.

Amo la pastafrolla, il profumo di burro e zucchero che lascia sulle mani, la gioia negli occhi quando porti un vassoio pieno di biscotti.
È magica, la pastafrolla, rende un giorno triste in un giorno dolcissimo, è uno dei comfort food riconosciuto in tutto il mondo, non penso ci sia un solo essere umano che non abbia mai addentato un canestrello o un occhio di bue…insomma chi di noi non ha mai affondato i denti dentro la consistenza burrosa di questo spicchio di paradiso?
Così oggi ho fatto, con l’ avanzo della crostata, delle margheritine alla confettura di albicocche. Non avendo una formina come per i canestrelli, mi sono ingeniata, per fare il buco ho usato la base di un beccuccio della sache à poche, et voilà dei piccoli occhi di bue a forma di fiore sono serviti!

Se vi piace potete dare una spolverata, anche generosa, di zucchero a velo.

La ricetta della pasta frolla è la solita che uso, per fare sia crostate che biscotti, la ripropongo qui sotto.

Ingredienti :
250 gr di farina
150 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
Lavorare burro e farina sabbiando ovvero farina e burro devono arrivare ad una consistenza tipo sabbia, il risultato si riesce al meglio con un tritatutto, aggiungere quindi lo zucchero ed infine i tuorli, lavorare la pasta finché non diventa una palla liscia. Metterla in frigo per una 20na di minuti. Stendere la pasta, io preferisco farla più spessa perché amo la consistenza al morso, ma se si preferiscono biscotti più croccanti basta stendere la pasta più sottile. Fare i biscotti con la formina che si preferisce. Cuocere in forno caldo max a 190 gradi.

Pane con lievito madre

Qui avevo fatto i tagli, ma nei panini si può anche non fare il risultato non ne risente.

Il pane cosa c’è di più bello del suo profumo, mentre cuoce in forno ed invade la casa con una promessa di mollica morbida e crosta croccante. Con salumi, marmellata o anche così, tiepido, rubato alla mamma dal cestino dove l’ha messo a raffreddare.
Per me la cosa più guduriosa che esista è prendere un panino all’ olio, svuotarlo e riempirlo di ragù….lo so non è molto elegante ma, vi assicuro, riconcilia con la vita è tutto il cosmo intero.
Dopo molte prove, ricette che non mi soddisfacevano ho trovato, finalmente, una ricetta che mi ha regalato dei panini soffici dentro e croccanti, al punto giusto, fuori.
Sono partita da una ricetta del sito viva la focaccia e poi l’ho modificata per raggiungere quello che avevo in mente.
Bando alle ciance ecco qui sotto la ricetta.

Ingredienti per 6 panini o un filone:
175 gr di lievito madre
150 gr di farina 00
150 gr di farina manitoba
150 gr di acqua tiepida
2 gr di zucchero
6 gr di sale
10 gr di olio di oliva

Preparazione :
In una ciotola capiente sciogliere il lievito madre nell’acqua , l’ olio e lo zucchero.
Aggiungere la farina poco per volta impastando a mano o con una planetaria aspettando che sia assorbita la prima prima di aggiungerne altra. Nell’ultima farina aggiungere il sale. Continuare ad impastare per una decina di minuti, trasferire in una spianatoia leggermente infarinata e continuare a lavorare finché l’impasto, a mano, non raggiunge una buona omogeneità. Prima di mettere a lievitare dare almeno due “pieghe”, io procedo così arrotolo l’ impasto e formo una palla partendo dal lato lungo e arrotolo verso di me.
Utilizzando la ciotola usata mettere la palla a lievitare coperta sia con pellicola che con un panno pulito.
In inverno è meglio una lievitazione lunga, anche 12 ore, in estate solitamente bastano 4 ore. Io metto a lievitare dentro il forno spento e chiuso così non rischio spifferi.
Finita la prima lievitazione si può procedere a fare dei panini oppure uno o più filoni, in questo caso praticare dei tagli con un coltello affilato ed in profondità. Si procede stendendo l’impasto a mano, mi raccomando non usare il mattarello perché sgonfierebbe il pane, ripiegare prima il lato destro poi il sinistro e quindi arrotolare dal lato lungo (procedimento spiegato nelle foto).
Mettere a lievitare, direttamente sulla teglia, minimo 3 ore, in inverno almeno un’ora in più, dentro al forno chiuso e spento.
Preparare un pentolino di acqua calda che andrà messa insieme al pane in forno. Meglio se sulla teglia.
Si informa a 190° i primi 5 minuti e poi abbassiamo a 180 per un’ora circa.
Quando si toglie l’acqua ? Dipende cosa volete! Crosta morbida si lascia il pentolino fino alla fine, crosta più croccante si toglie dopo mezz’ora .
Se volete seguire la ricetta originale la trovate a questo link https://vivalafocaccia.com/ricette/video-ricetta-pane-fatto-in-casa-2/

Gnocchi

La nonna veniva a trovarmi tre volte l’anno, poco prima di Natale , al mio compleanno in febbraio e poco prima dell’ estate. Per me era sempre una gioia poter passare del tempo con lei, ed allora non capivo ancora che mi stava regalando le basi della cucina, quella casalinga del recupero del riutilizzo.
Mi insegnava a scegliere gli ingredienti genuini, mi allenava al gusto dei sapori semplici: merenda con pane fatto in casa con la sua squisita marmellata di prugne o del suo albero di melo da giardino cittadino.
Ma la sua ricetta più buona di sempre era quella dei gnocchi al ragù, del ragù parlerò più avanti in un altro post, perché merita una ricetta tutta sua.
Dicevo dei gnocchi, li faceva piccini, morbidi al morso ma che sapevano tenere la cottura in modo eccezionale, la sua ricetta era ad occhio, come tutte le ricette di nonna. La bilancia non sapeva neanche cosa fosse, lei pesava tutto con gli occhi e le mani e non sbagliava mai!!!!
Va da se che anche la ricetta qui sotto è basata sull’ occhio e le quantità sono puramente indicative, le prove e l’ esperienza vi regaleranno la vostra ricetta infallibile.

Ingredienti :
2 patate di medie dimensioni a commensale
½ etto di farina per ogni patata messa
Sale qb

Preparazione :
Pulire dalla buccia le patate, tagliarle in tre e cuocere a vapore, non bollire ne guadagnerà il gusto ed eviterete l’ umidità che pregiudica la cottura dopo.
Passare le patate in uno schiacciapatate, direttamente sul piano da lavoro. Salare ed iniziare ad aggiungere farina (se le patate sono ancora leggermente tiepide è meglio), impastare ed aggiungere farina sino a che non si è ottenuto un impasto morbido ma compatto.
Lasciare riposare una ventina di minuti coperto da un panno o da un piatto.
Ricavare dall’ impasto tanti pezzetti lunghi una decina di centimetri che poi andremo ad arrotolare su se stessi fino a formare una biscia, così diceva nonna, con l’ aiuto di un coltello o meglio da un taglia pasta, si formeranno tanti tocchetti della misura di cui vorremo gli gnocchi.
Infarinate il piano da lavoro e con una forchetta tirare gli gnocchi sui rebbi verso di noi, gli gnocchi dovranno avere un lato con il disegno della forchetta ed un lato con il segno del nostro sito, è qui dentro che si infilera’ il ragù.
Portare a bollore l’acqua , salate e buttare gli gnocchi che saranno pronti quando verranno a galla.
Condite e buon appetito!!!!

Così deve essere l’impasto finito

Muffins al Gianduia

Ci sono ricette jolly, che si possono decantare in mille modi diversi, per me sono quelle della ciambella romagnola, e questa dei muffins, quella base è dei muffins alle fragole che potete trovare nelle ricette. Ci tengo a precisare una cosa, quando indico una marca di un prodotto usato, non è perché mi pagano o mi forniscono prodotti omaggio, ma è solamente per dare un consiglio su di un prodotto che ho provato e che trovo buono o, come nel caso di witor’s, fatto con ingredienti veramente di prima scelta.

• 330 g di farina 00
• 200 g di zucchero semolato (+ 1 cucchiaio da aggiungere alle fragole)
• 220 ml di latte circa
• 100 g di burro
• 2 uova medie
• Crema al gianduia witor’s 2/3 cucchiai circa meno di mezzo vasetto da 360.gr.
• 1 vasetto di yogurt magro (opzionale)
• 1 bustina di lievito vanigliato paneangeli
• pirottini di carta, per chi possiede la teglia per muffin oppure pirottini di alluminio


Preparazione :
Montare le uova con lo zucchero (si può usare un frullino o la planetaria) sciogliere burro a bagnomaria oppure nel microonde, aggiungere al composto sempre montando con le fruste ed il latte non tutto insieme, l’impasto deve raggiungere una buona cremosità, setacciare la farina con il lievito ed aggiungere poco per volta continuando con le fruste. Quando non ci saranno grumi, spegnere il frullino ed aggiungere lo yogurt, se si è scelto di usarlo, e la crema al gianduia, mescolate delicatamente possibilmente con una spatola in silicone.
n.b. questione latte, negli ingredienti c’è indicato 200 ml, ma non è sempre necessario metterlo tutto o tutto insieme, si valuta durante la lavorazione o a fine, se l’impasto è cremoso abbastanza. Se è troppo denso si rischia di avere, poi, dei muffin che sembrano piccoli mattoni, mentre la caratteristica di questa ricetta sta proprio nella sofficita’ del risultato finale.
Accedere il forno a 200 gradi, io ho quello ventilato, mettere l’impasto nei pirottini avendo cura di non riempirli sino all’orlo. Infornare a 200 gradi per i primi 5 minuti e procedere per altri 20 minuti a 180 gradi. Sfornare e lasciare raffreddare su di una griglia, prima di servire spolverare di zucchero a velo.

Ciambella cacao e cioccolato fondente

Adoro fare la ciambella, oltre che legarmi a ricordi di infanzia, è proprio un dolce che mi da soddisfazione sia nel farlo che nel mangiarlo.
Partendo dalla neutra ciambella romagnola, ricetta sul sito, l’ho decantata in mille modi diversi.
Questa versione è fatta con cacao e cioccolato fondente.

Farla è semplicissimo basta mescolare un paio di cucchiai di cacao alla farina. Quando si sarà messo l’impasto nella forma per la ciambella, fare il cioccolato a pezzetti, non microscopici, e spargerli sopra l’impasto uniformemente, questo perché cuocendo si scioglierà il giusto per creare una morbida crema.
Et voilà la ciambella è pronta.
A piacere cospargere di zucchero a velo quando sarà fredda.

Muffin alle fragole 🍓

Ci sono giorni in cui hai bisogno di qualcosa che ti renda la giornata meno dura o vuoi preparare un dolce per festeggiare , come ho fatto io, questa giornata speciale dedicata alla mamma, con un dono che fosse tenero, dolce, e bello. Ho scelto i muffin alle fragole, ho scelto i primi frutti che fanno capolino dopo la lunga stagione invernale, zuccherini al punto giusto per dare il benvenuto alla bella stagione, finalmente, via cappotti, trapunte e stivali. Facciamo spazio al cotone fresco e leggero ed ai dolci di frutta fresca che sanno di sole e primavera.

Ricetta Muffin alle fragole

  • 250 g di fragole fresche
  • 330 g di farina 00
  • 200 g di zucchero semolato (+ 1 cucchiaio da aggiungere alle fragole)
  • 160 ml di latte
  • 100 g di burro
  • 2 uova medie
  • 1 bustina di lievito vanigliato paneangeli
  • pirottini di carta, per chi possiede la teglia per muffin oppure pirottini di alluminio

Preparazione : pulire le fragole, metterle in una ciotola con un cucchiaino di zucchero, e se piace con il succo di mezzo limone (io l’ho fatto). E lasciarle almeno un’ora a fare il sughetto. Montare le uova con lo zucchero (si può usare un frullino o la planetaria) sciogliere burro a bagnomaria oppure nel microonde, aggiungere al composto sempre montando con le fruste, aggiungere il latte, sempre montando con le fruste. Setacciare la farina con il lievito ed aggiungere poco per volta continuando con le fruste. Quando non ci saranno grumi, spegnere il frullino ed aggiungere le fragole, mescolate delicatamente con una spatola di silicone. Accedere il forno a 200 gradi, io ho quello ventilato, mettere l’impasto nei pirottini avendo cura di non riempirli sino all’orlo. Infornare a 200 gradi per i primi 5 minuti e procedere per altri 20 minuti a 180 gradi. Sfornare e lasciare raffreddare su di una griglia, prima di servire spolverare di zucchero a velo. Buona festa della mamma.

L’ impasto deve risultare così, non liquido
Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito